Lunedì 27 ottobre si è svolto il secondo incontro del nostro Viaggio Sonoro, un nuovo passo dentro l’ascolto e la consapevolezza.
Il tema che ha accompagnato la serata è nato da una poesia di Rainer Maria Rilke, un invito alla pazienza e alla fiducia nei processi interiori:
“Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore
e cerca di amare le domande,
che sono simili a stanze chiuse a chiave
e a libri scritti in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poichè non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa.
Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato,
senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano giorno
in cui avrai la risposta.”
Con queste parole nel cuore, ci siamo ritrovate portando con noi una settimana di vita, di sfide, di piccoli passi quotidiani.
Prima di iniziare, abbiamo condiviso come l'esperienza trascorsa, con la meditazione e le vibrazioni della scorsa volta, ci abbia sostenute nel gestire le emozioni, le tensioni familiari, il lavoro.
Le parole scorrevano sincere, e in quel racconto collettivo c’era già la vibrazione di un cerchio che si sta facendo più unito, più intimo, più vero.
Ci siamo poi messe comode sul nostro tappetino e abbiamo richiamato l’energia creata insieme la settimana precedente, con una breve visualizzazione.
È stato come riaccendere una luce comune, ritrovare quella frequenza condivisa che ci lega oltre le parole.
Da lì, siamo scivolate naturalmente nel rilassamento profondo, accompagnate dal respiro e dal ritmo lento della presenza.
Il bagno sonoro di questa seconda serata è stato più raccolto, più introspettivo. Come sempre gli strumenti che ci accompagnano sono le campane tibetane e di cristallo, il tongue drum, i chimes e le campane tubolari.
In questa serata, un nuovo strumento si è unito al cerchio: un sonaglio di baccelli di semi naturali, con il suo suono morbido e terroso, capace di richiamare la forza della natura e della materia.
Le sue vibrazioni hanno dialogato con gli altri suoni, radicando le frequenze e riportandoci al corpo, alla presenza, al momento.
Quando l’ultima nota si è dissolta nel silenzio, siamo rimaste in ascolto, immerse in quella quiete densa e viva che segue il suono.
Poi, come sempre, ci siamo raccolte in cerchio per una tisana calda.
Le mani avvolte nella ceramica, le voci basse, i sorrisi.
Le condivisioni si sono fatte più intime, più vere: stiamo imparando a conoscerci, a fidarci, ad aprire le nostre “stanze chiuse”, come dice Rilke, con la dolcezza che solo il suono può portare.
Il Viaggio Sonoro continua, e ogni incontro ci accompagna un po’ più in profondità.
Passo dopo passo, domanda dopo domanda, suono dopo suono.
Tra onde di vibrazioni e silenzi condivisi, impariamo ad abitare le domande, ad accogliere ciò che è ancora in divenire, a restare presenti nel fluire della vita.
Forse, proprio mentre impariamo ad ascoltare, le risposte stanno già nascendo dentro di noi — come una melodia sottile che ancora non conosciamo, ma che abbiamo già cominciato a sentire.

